<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986</id><updated>2012-02-17T03:32:42.237+01:00</updated><category term='Inoltrato'/><category term='Pagine ingiallite'/><category term='Diario'/><title type='text'>il sole in una scatola</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-2128748239665567620</id><published>2011-11-12T01:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-12T01:20:26.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inoltrato'/><title type='text'>I vicini dispari di Calle San Pedro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come tutte le vie di tutti i quartieri di tutte le città, calle San Pedro aveva abitazioni su entrambi i lati della via. Da un lato le case pari, dall'altro quelle dispari. La via apparteneva a un piccolo paesino di mare, che la città ha assorbito negli anni integrandolo come quartiere. Questo, porta sul mare della città, fu tradizionalmente un paesino di pescatori e di gente che costruiva la sua vita affacciata sul Mediterraneo.&lt;br /&gt;La vicinanza al mare, che dai palazzi della città è stata sempre considerata come una mera circostanza pittoresca, guadagnò improvvisamente un'importanza tutta nuova. Presto il dimenticato quartiere di pescatori si convertì in un territorio chiave per l'espansione e lo sviluppo urbano. La risorsa delle spiagge, i turisti, gli hotel, lo spettacolo e il glamour erano opportunità che sarebbe stato stupido lasciarsi sfuggire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si disse agli abitanti che il vecchio quartiere sarebbe stato rivalutato, che da spazio aneddotico sarebbe diventato uno dei punti di riferimento della nuova città. Grandi costruzioni, nuovi negozi, zone verdi e una grande via centrale con il nome di uno dei paesani più illustri che il quartiere abbia mai dato alla luce, avrebbe attraversato l'antico paesino di mare da parte a parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in ogni altra via del Cabanyal (così si chiama questo famoso quartiere), in calle San Pedro tutti i vicini si conoscevano, facevano vita comune e mangiavano porta a porta, con i propri bei e brutti momenti. E come in qualsiasi altra via la notizia della trasformazione imminente del proprio quartiere fu presa in maniere differenti. In particolare calle San Pedro si vedeva toccata in primis dal nuovo piano. I vicini delle porte pari avrebbero mantenuto le proprie abitazioni, al contrario dei vicini di fronte che le avrebbero perse per far spazio ad un parco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vicini dispari di calle San Pedro protestarono, si rifiutarono di essere espulsi dalle proprie case, dove avevano sempre vissuto, e si opposero alle demolizioni. Chiesero solidarietà ai vicini delle porte pari, coi quali avevano condiviso la vita per intere generazioni. Questi gli negarono ogni appoggio. Non erano le loro case ad essere minacciate e oltretutto la costruzione di un bel giardino avrebbe dato più eleganza alle loro abitazioni. A nulla valsero le discussioni, le lamentele e le richieste di solidarietà e unione. Le vecchie invidie, l'ignoranza, la freddezza e l'individualismo crebbero nella piccola via. Tra i vicini pari ci fu chi volle solidarizzare, appendendo cartelli rivendicativi al balcone, ma non tardarono le minacce e le intimidazioni per toglierli. Nel Comune intanto si sfregavano le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le espropriazioni, i primi abbandoni, i primi vinti, quelli che decisero di abbandonare le proprie case per tanto invivibile che si fece la situazione, lasciarono spazio alle prime demolizioni e all'arrivo dei nomadi trafficanti. Poco a poco si chiusero tutti i negozi e le attività commerciali e la via si riempì di case in rovina, tanto tristi quanto pericolose, e terreni ripuliti dalle macerie, trasformando calle San Pedro nell'ombra, nel fantasma di quello che fu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vicini pari ancora attendono il famoso parco che darà glamour alle case ormai uccise dalle rovine. Calle San Pedro è il riflesso del danno che la avarizia e la paura pretendono fare nelle altre vie del quartiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora c'è chi resiste, chi tiene duro all'irrazionalità alla perdita di umanità. C'è ancora chi da tanto tempo dice che non vende, che non abbandona, che non se ne va. Non credono alle menzogne, non si intimoriscono davanti alle minacce. Difendono il quartiere, dove vogliono continuare a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eleuterio Gabón&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Articolo uscito come introduzione ad una puntata di Dal Mort Al Degollat, programma di controinformazione e umore acido in onda dal 2007 al 2010 su Radio Malva, a Valencia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-2128748239665567620?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/2128748239665567620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=2128748239665567620' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/2128748239665567620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/2128748239665567620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/11/i-vicini-dispari-di-calle-san-pedro.html' title='I vicini dispari di Calle San Pedro'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-3196057652463885611</id><published>2011-07-02T16:56:00.004+02:00</published><updated>2011-07-02T16:58:05.715+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inoltrato'/><title type='text'>les derives cap als barris</title><content type='html'>&lt;a href="http://pagina3dici.blogspot.com/"&gt;Pubblicato su Pagina/13.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le proteste spagnole che si sono articolate nell'ultimo mese e mezzo hanno come loro principale contesto la crisi economica internazionale e come referenti immediati le immagini di piazza Tahir in Egitto, le rivolte in Tunisia, la rivoluzione silenziosa in Islanda. Le proteste hanno trasformato il clima sociale e politico del paese: la classe politica ha vissuto momenti di percettibile discredito di fronte a piazze piene ogni giorno e ogni notte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un primo momento si riuniscono in assemblee generali, dove si cominciano a manifestare i disagi individuali e collettivi, testimonianze, lamenti. Le piazze si convertono in spazi per esprimere il senso di essere lì, condividere l'astio e la indignazione. L'assemblea generale è lo scenario di una catarsi sociale, che genera un sentimento di appartenenza alla comunità di colpiti dalla crisi col desiderio di cambiare le cose. Giorno dopo giorno si passa dallo spontaneismo alla costruzione di proposte e alla organizzazione di commissioni e gruppi di lavoro. Inizia così a formarsi un'organizzazione interna delle «acampadas» mediante commissioni che si dividono compiti e spazi; organizzano attività culturali, concerti, dibattiti, laboratori, etc.. Il ruolo più rilevante delle commissioni e dei vari gruppi di lavoro è quello di costituirsi come spazio di discussione ed elaborazione di domande e proposte, che poi ogni acampada mette ai voti mediante lo strumento dell'assemblea generale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In mezzo alle proteste scaturite dopo la nascita del cosiddetto movimento 15-M, i risultati elettorali delle elezioni amministrative ed, in alcune comunità autonome, degli stessi parlamenti "regionali" (tenutesi dopo una settimana dall'inizio delle mobilitazioni), ci rivelano alcuni dati d'interesse. L'astensionismo, ad esempio, si colloca come prima forza con una percentuale pari al 33%, mentre aumentano anche i voti in bianco e quelli nulli, oltre ad un aumento dei voti ai partiti della sinistra minoritaria. Si apre così un piccola breccia nel sistema politico ed elettorale spagnolo, imbrigliato in un bipartitismo dove le due forze maggioritarie, il partito socialista di Zapatero e l'opposizione di destra del Partito Popolare, godono di una rappresentatività quasi asfissiante, anche e soprattutto per quel che riguarda la presenza sui media informativi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno dei caratteri più significativi del movimento 15-M è lo stato d'animo sociale. Il fatto che una moltitudine irrompa mettendo in questione il sistema (o anche solo alcuni aspetti) e che soprattutto abbia la volontà di discutere e lanciare proposte, ha a che vedere con una dimensione emotiva che consiste nella possibilità di incontrarsi e ascoltarsi, convivere e organizzarsi con gente sconosciuta. Se poi si pensa alla situazione di crisi totale nella quale viene a innestarsi questa esperienza collettiva, si riesce a capire quanto l'emotività possa salire a fior di pelle: una piazza che giorno dopo giorno fatica sempre più a contenere la folla, che si fa luogo di fertile scambio, di crescita reciproca, di apertura. Ecco.. apertura con le necessarie tempistiche: il fatto che il movimento si sia definito apolitico - "ni de derechas ni de izquierdas" - plurale e aperto a tutti, s'è tradotto, in alcune assemblee, in una politica del consenso incapace di farsi carico di temi conflittuali, neutralizzando in alcuni casi l'ingresso di discorsi più critici in quanto generanti discordia e divisioni. La forte presenza cittadina - nel senso più spettacolare del termine - ha portato ad evitare di prendere posizione su argomenti come la monarchia o la repubblica, la tortura, il carcere, la memoria storica, la questione nazionale, la diversità linguistica o l'uso della violenza. A partire da qui le difficoltà di collettivi, gruppi e individualità, che già da sempre lavorano su discorsi e pratiche politiche, a rapportarsi con la piazza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Valencia questa difficoltà s'è fatta sentire sin da subito: dalla pura assenza di analisi di sistema (nella maggior parte dei casi si trattava di prime esperienze) alla costituzione di guardiani della democrazia, gente che in maniera volontaria - ossia inerziale rispetto alle derive securitarie della Dominazione - indossava giubbetini alta-visibilità e.. controllava. Qualcosa che dimostrò subito e ancora una volta il significato di una divisa: un esempio fu la mera impossibilità di distribuire volantini contro il voto, con minacce di segnalazione alla polizia - quelli veri, che hanno i database. Negli ambienti di ritrovo sociali, popolari, libertari, anarchici, ecc. - da sempre lontani dalla piazza - erano grosso modo due le linee tra le quali si producevano discussioni: chi voleva provare a mettersi in gioco e cercare di cominciare a far circolare anche solo discorsi, parole, piccole lacerazioni; chi invece disilluso e sconfortato non riusciva a vedere il minimo significato di uno sforzo in direzione della piazza. Il conflitto prese la via di fuga del quartiere - incredibile quanto in certi ambienti il conflitto risulti essere davvero qualcosa di produttivo e di crescita collettiva piuttosto che di sentenza, castrazione e giudizio. Di fronte anche ad alcuni stalli, si cominciò già dopo 10 giorni dal 15 maggio a sentire il bisogno di frammentare la piazza, crearne una per ogni quartiere e affondare lì, tra le piazzette e le strade, i discorsi democratici, le critiche al sistema e le pratiche politiche collettive e individuali. Grazie al livello morale della piazza, nel giro di pochi giorni quasi ogni quartiere aveva una assemblea settimanale, con una media del numero di partecipanti che si aggirava intorno al centinaio di persone. Il conflitto iniziale tra piazza e militanza già cambiò i suoi elementi di positività: mentre la piazza si ripulisce da qualsiasi soggettività che non si hippie - mentre scrivo, gli spazi in cui si creavano assemblee e commissioni sono occupati da tende e costruzioni in canna di bambù che a livello politico non hanno molto da dire, se non la cifra spettacolare che incarnano senza opporre la minima resistenza: sedotti dallo Spettacolo nella stessa misura in cui un cane è sedotto dal guinzaglio nel momento in cui questo diventa condizione per uscire di casa. Nel frattempo i quartieri creano nuove reti di vicinato e senza bisogno di interventi particolari, le singole assemblee cominciano a cambiare i diversi nuclei di discussione. Se nella piazza centrale ad essere motivo di discussione erano la legge elettorale, quella sul copyright e sulla cultura, il bipartitismo, la corruzione, i politici e altro ancora, negli spaziamenti dei quartieri a prendere spazio sono l'edilizia, i progetti beceri del comune, l'integrazione delle diverse comunità di migranti, le mancanze e i disagi del circondario ma anche le attività culturali, i corsi di lingua, ecc. Tutta un'altra maniera di essere indignati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-3196057652463885611?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/3196057652463885611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=3196057652463885611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3196057652463885611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3196057652463885611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/07/les-derives-cap-als-barris.html' title='les derives cap als barris'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-2591910309471459528</id><published>2011-04-20T11:06:00.005+02:00</published><updated>2011-04-20T11:32:24.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inoltrato'/><title type='text'>Una famiglia italiana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://pagina3dici.blogspot.com/2011/04/una-famiglia-italiana.html"&gt;Pubblicato su Pagina/13.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrive la stressa Franca Magnani:&amp;nbsp;&lt;i&gt;Una famiglia italiana&lt;/i&gt;&amp;nbsp;non è né un saggio storico né tanto meno un saggio politico, bensì una semplice testimonianza. Ho riflettuto su questo termine perché, al di là della catalogazione letteraria - o forse ancora prima, la lettura di questo libro ha comportato, forse più di quanto non avrebbe potuto un puntuale saggio, un apprendimento altalenante tra storia e politica. Parlo di quello stesso apprendimento orizzontale che si ha attraverso la gente che vive affianco, o che condivide la vita nello stesso quartiere, nella stessa frazione, nella stessa città. O sulle stesse pagine. Insegnamento che si interiorizza non da cattedra a banco ma da persona a persona, attraverso le tracce di cui si fanno carico i racconti, le descrizioni, i riferimenti e le espressioni.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;È su questo piano che si pone l'intero racconto, che da un lato restituisce al libro la sua caratteristica di diacronico spazio d'incontro tra scrittore e lettore, e dall'altra lascia trapelare qualcosa del percorso famigliare degli Schiavetti. Qualcosa che Franca lucidamente teneva a lasciare in eredità: la cifra antifascista che l'ha accompagnata per tutta la vita. Il ritiro all'estero, il francese e il tedesco, i discorsi a scuola e i discorsi a casa, le vacanze in Italia, la guerra in Etiopia e la situazione in Spagna: in tempi di regime, l'antifascismo aveva un nemico preciso; la grinta sapeva dove incanalarsi. Per la famiglia Schiavetti - e per tutti gli emigrati italiani antifascisti, la stessa condizione di esuli comportava una vita inventata e con modulazioni d'allerta, impegnata a preparare l'ambito ritorno attraverso la formazione culturale degli espatriati.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Poi d'improvviso, in una calda Zurigo di luglio, una voce fuoricampo: "L'hanno mandato via!". All'incredulità si sommano fulminei i volti dei prigionieri, degli esuli e dei morti "per mandarlo via". Parole attese, cercate e desiderate da tutta la vita, tanto da pensare che la vita, quella vera, sarebbe cominciata solo da queste parole in poi. Eppure il momento non sembra soddisfare le aspettative di un'intera esistenza. «Avevo imparato a conoscere e ad amare l'Italia attraverso la nostalgia e la dedizione ad essa dei miei genitori. Gli italiani che avevo frequentato in esilio non erano "gli" italiani. L'impatto con il paese reale mi presentò un'immagine diversa di quella che mi ero fatta. Da un lato, mi inebriavano la bellezza della terra, il clima, la luce, il calore umano della gente, lo spirito beffardo del popolino; dall'altro, avvertii un qualunquismo diffuso - non solo riguardo alla politica -, una mancanza di senso civico, una esaltazione della furbizia come metodo di vita, che prima mi stupirono, in seguito mi addolorarono, per ultimo mi indignarono.» Poi la guerra fredda, la Jugoslavia, il comunismo, i "magnacucchi", lo Stato-guida e, prima del rapporto di Kruscev, la difficile interazione tra la generazione dei vecchi antifascisti e quella seguente. La lenta comprensione che l'antifascismo non ha solo - ma già da sempre - a che fare con un dittatore in carne ed ossa da "mandare via", ma con una molteplicità di fascismi diffusi, di comportamenti, di attitudini, di condotte quotidiane. In tal senso, nel 1951, rivolto alla generazione che l'ha preceduto, Valdo Magnani poté scrivere: «Noi il fascismo l'abbiamo ereditato, compreso e sofferto nella logica del suo avvento, combattuto e vinto non per il gusto di una rivincita per la quale è buona qualsiasi forza, ma per un ideale sociale e umano che non è semplice 'anti', che non è un'altra dittatura, e che non accetta imposizioni di miti da nessuno.»&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-2591910309471459528?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/2591910309471459528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=2591910309471459528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/2591910309471459528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/2591910309471459528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/04/una-famiglia-italiana.html' title='Una famiglia italiana'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-3099552282379782744</id><published>2011-02-15T18:18:00.001+01:00</published><updated>2011-03-04T23:10:11.017+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Il Gulliver degli studenti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È come se fosse un'altra città. Si potrebbe dire che oggi ho passato la giornata in un paesello vicino. Qui, a Tarongers, la vita è pesantemente rinchiusa in una fascia d'età. Una ghettizzazione felice. Un complesso di edifici e attività che già da loro promettono la sovrabbondanza, senza bisogno di spostarsi in un altro quartiere o anche solo fare un giro in città. Supermercati, negozi vari, banche, caffetterie. Spazi larghi, piazze, giardini, panchine. Persino una sala prove, anzi due - offerte gentilmente da Movistar. Campi sportivi, palestre, centri fitness, piscine. Tram, autobus, taxi, bici comunali. Biblioteche, aule studio, librerie, copisterie. Talmente completo che risulta idiota uscire da Tarongers, per qualsiasi motivo. E quella sensazione di partecipare ad una vita giovane, dove l'inesistenza di età differenti fa sentire la sua pesantezza attraverso lo spettacolo stesso di questi anni di vita, al termine del quale oltre ai saperi inculcati e certificati attraverso la laurea, si è appreso forse qualcosa di più. Si è appreso qual'è il proprio posto, il luogo che la società ha preparato, per un determinato periodo della vita.&amp;nbsp; O meglio, s'è appreso che per ogni periodo c'è un luogo-soluzione quasi a dire che ogni periodo è un problema. Un sapere del corpo, del comportamento: una disciplina.&amp;nbsp; Il campus diventa così quell'ulteriore spazio che coadiuva all'inarrestabile circoscrizione delle età all'interno di spazi appositi: nidi, baby-parking, centri giovanili, campus universitari, ospizi, case di cura o di riposo - rimanendo nel tema dell'età, in quanto si potrebbe sfociare in considerazioni ben più pesanti&amp;nbsp;se si dovessero contare i manicomi, i centri anfass, le comunità per tossico-dipendenti, le carceri, i cie, la famiglia stessa: rinchiudere è già da sé&amp;nbsp; un disciplinare. Coadiuva, il campus, da un lato essendo esso stesso un luogo della disciplina, e dall'altro intessendo una realtà dove l'interazione è livellata su di una precisa fascia d'età, andando a creare quello che in futuro sarà il problema di ognuno: il pargolo e l'anziano. E, prima ancora, andando a definirlo come un problema. E, prima ancora, andando a definire il soggetto che subisce tali problematiche: l'individuo, modello attorno al quale la società modella le sue soluzioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-3099552282379782744?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/3099552282379782744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=3099552282379782744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3099552282379782744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3099552282379782744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/03/il-gulliver-degli-studenti.html' title='Il Gulliver degli studenti'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-5847968920044261229</id><published>2011-02-06T21:22:00.000+01:00</published><updated>2011-03-04T16:24:24.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Passeggio a Patraix</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono le tre e mezza. Forse neanche oggi, silenziosa domenica limpida, è la giornata giusta per cominciare a leggere Pirenne, ma per sicurezza lo ripongo nello zaino, insieme alla felpa, il termos e le pipas. Mentre mi sistemo la sciarpa ancora penso a quale direzione prendere, sentendo una forte attrazione verso sud-ovest e tutta quella zona equidistante da ogni spazio vissuto negli ultimi mesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante l'ultima ora spesa a guardare il vuoto seduto sul divano, a riposare la testa e a coccolarmi coi raggi di un sole invernale, le orecchie sono ancora imbottite di gommapiuma. Ma camminando mi passerà; l'unica cosa che ho veramente voglia di fare è perdermi tra vie mai percorse, silenziosamente. Evito dunque fin dall'inizio le strade conosciute e comincio penetrando il quartiere di fronte a casa, attraverso quelle che inizialmente sono scorciatoie e che passo dopo passo si fanno itinerario. Le scorciatoie sono strane: sono irrimediabilmente relazionate con il percorso principale, una sorta di condanna. È sempre una seconda strada, qualcosa di complementare, che abbrevia i tempi, accorcia distanze, sostituisce quotidianità ma al prezzo di una certa scomodità. Un'eccezione insomma. Sbuco così sulle sponde della Ciudad de las artes y de la ciencia: costruzione che sbandiera una tristezza moderna, con un design alla Flight of the Navigator (1986) ma che a quanto pare attira curiosi ed esalta architetti. E basta questo per diventare simbolo di una città. Probabilmente qualcuno pensò le stesse cose ai tempi del Colosseo o della Tour Eiffel. Essendo poi installata, la città delle arti e della scienza, nei giardini del Turia, vanta una certa vicinanza a prati popolati di gente che corre, gioca, salta, balla, cammina, parla. Attraversare il letto del vecchio fiume per poi girarsi indietro e vedere questo panorama (con la ciudad de las artes alle spalle, sia chiaro) è qualcosa che provoca una strana serenità. Se poi hai ancora il cervello intontito dalla musica alta del giorno prima, finisce che ti ritrovi fermo con lo sguardo perso nel nulla (esatto, come mezz'oretta prima sul divano) a stimare la leggiadria di alcuni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forzandomi un poco, torno sui miei passi e prendo una delle vie più a sud. Già la presenza umana è scesa a livelli rasenti la desolazione. Una lunga e recente colata d'asfalto mi accompagna per una passerella tra le ultime zone abitate, i primi campi sparuti, ormai incolti in attesa delle edificazioni. Alcune sono già state innalzate: a qualche centinaio di metri, delle gru segnano i lavori in corso, mentre più vicino si moltiplicano i cartelli "se vende" su balconi e finestre. D'un tratto ricompare la vita: in fondo a destra ci sono due campi da basket contigui, circondati da panchine completamente affollate di gente d'ogni fascia d'età. Mi dicono che non c'è alcuna festa o ricorrenza.. immagino dunque che sia una sorta di piazza, solo che a disegnarla non è stato un progetto urbanistico ma una spontaneità umana. Guardandomi un po' attorno mi accorgo che è un quartiere abbastanza nuovo, con una viabilità quasi esagerata, campi da basket, calcio, tennis, aiuole e piccoli tappeti d'erba che ne definiscono i contorni. Mancano le piazze, certo. Ma ai giocatori di basket non sembra infastidire quello strano groviglio di incontri che il loro campo ospita. E alla la gente che chiacchiera e ride non sembrano infastidire quei pesanti rimbalzi e quegli ingombranti corpi scattanti che la loro piazza ospita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-5847968920044261229?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/5847968920044261229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=5847968920044261229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5847968920044261229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5847968920044261229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/03/passeggio-patraix.html' title='Passeggio a Patraix'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-4134719363860525091</id><published>2011-01-27T01:47:00.001+01:00</published><updated>2011-01-27T01:47:54.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Ho fatto tardi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mattina dopo sono rimasto nel letto a pensare un sacco di cose. Mi è quasi impossibile tentarne un elenco; sono quei pensieri che si incatenano e proseguono incessantemente ad un ritmo incalzante fatto di accostamenti, riflessioni, aggiustamenti. Ricordo di essermi aggrovigliato molto sulla differenza tra un quartiere come Benimaclet e uno come Algirós. Le strade, le vie, i vicoli, i suoni, gli odori, le vite a passeggio, quelle ad attendere agli incroci, quelle ferme e basta. Esiste uno spazio urbano dedicato alla viabilità che, proprio per questo, manca ad una qualsiasi vivibilità fisica dello stesso. È spazio di passaggio, transizione, movimento, circolazione, transito, attraversamento, spostamento, via vai. Un andirivieni interminabile, in cui la sosta è sanzionata in quanto ostile al flusso, alla viabilità, alla libertà di transito. Sostanzialmente si tratta di spazi svuotati; pubblici ma in realtà di nessuno. La strada non è altro che segmento tra luogo A e luogo B. Tra punto di partenza e punto di arrivo. Poi ci pensi un po' e anche questi in realtà sono diventati a loro volta luoghi di trasito. Voilà, una vita a transitare. Tendendo ovviamente alla fluidità più assoluta: il tempo di spostamento non deve durare nulla. Lo spazio tra questo e quello deve diminuire il più possibile, essere ridotto a una manciata di secondi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non penso tanto all'isteria che ne viene, quanto piuttosto all'urbanismo che fisicamente viene a crearsi, producendo spazi privi di accesso, quartieri-dormitorio, apnee paesaggistiche. Benimaclet è indubbiamente più vivibile: già più a misura d'essere umano che di automobile. Algirós decisamente meno. Ma quanto urlare che fanno quelle silenziose vite passeggianti. Attraverso quel disciplinato muoversi per marciapiedi, esse non cessano mai di dare a vedere un meraviglioso bisogno d'altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-4134719363860525091?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/4134719363860525091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=4134719363860525091' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4134719363860525091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4134719363860525091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/01/ho-fatto-tardi.html' title='Ho fatto tardi'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-3235820196228783845</id><published>2011-01-02T04:48:00.003+01:00</published><updated>2011-01-02T15:51:19.879+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Il rumore delle vite</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ruzafa. Si, oggi faccio una passeggiata per quel quartiere. Ci sono già stato due volte ma sempre con una pseudo-meta - o un cripto-fine. A sto giro lo passeggio e basta. Un paio di orette. Un termos di tè rosso. Il legno. Prima però faccio qualche salto nei paraggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ordunque posso avviarmi verso Ruzafa. Il maglioncino non lo rimetto. Termos sotto il braccio e legno incastrato tra schiena e zaino. Fra Paseo de la Alameda e Calle de las Islas Canarias si apre uno spazio immediatamente occupato da edifici alti e a dirla tutta anche un po' bruttini. All'interno di questi però c'è un piazzale, con rialzi, panchine e gazebi; una specie di piazzetta, con evidenti tracce annerite su alcune superfici. Mi verso mezzo bicchierino di tè e proseguo, promettendomi di tornare per qualche inciampo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Provo a farmi guidare dai palazzi, ma sono ancora in una zona poco carina: le deviazioni le faccio a fiuto. Non certo per profonda attrazione di prospettive. Nonostante tutto c'è una buona presenza di vite per le strade. Non passano troppi metri dal parco di Gulliver del rio che già trovo un parco giochi completo di campi da basket. Lungo le vie le insegne si sovrappongono numerose man mano che prolungo lo sguardo. M'intrufolo così in una calle sulla sinistra con l'intenzione di entrare nel cuore del quartiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I passanti cominciano a farsi più rari man mano che si fanno rare le insegne. Qualche centinaio di metri e mi accorgo di essere solo. In fondo alla via noto che lo sbocco mi è famigliare. Sì, quel bar l'ho visto le altre due volte che sono stato qui. Molt bè: intanto che imbastisco pezzi di mappa nella testa mi verso un bicchiere di tè bollente e, una volta alla fine della calle, decido di aggirare l'isolato che ho di fronte in senso orario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni passo che faccio riesco a sentirlo sempre di più. L'aria si fa più silenziosa. L'isolato che sto percorrendo comincia con un edificio molto vecchio, avvolto da una rete verde. Chiedo ad un passante, mi dice che è la sede della polizia. L'edificio seguente è un po' più nuovo e senza rete. Anch'esso della polizia - questa volta è scritto fuori. Giro l'angolo: una strada larga il doppio, desolata. L'asfalto muto e l'imbarazzo del marciapiede mi invitano a volgere lo sguardo a destra: un muro grigio alto almeno due volte me con del filo spinato sulla cima. Una composizione che dura circa due bicchieri di tè, per poi lasciare posto ad un cancello blu alto uguale e impenetrabile alla vista. Una lamiera unica di almeno cinque o sei metri, che si interrompe solo per dare la precedenza ancora al muro con il filo spinato in cima. Giro l'angolo: la situazione è invariata, se non per quel parcheggio in terra battuta sulla destra che sembra ancora sussurrare accuse contro insulse demolizioni. Sussurri percepibili solo grazie all'oblio che mi circonda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono finito ancora una volta in quel luogo che le volte prima era la meta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quanto pare il cuore più profondo e segreto di Ruzafa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Centro di Identificazione ed Espulsione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quel silenzio tutto intorno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-3235820196228783845?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/3235820196228783845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=3235820196228783845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3235820196228783845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/3235820196228783845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2011/01/il-rumore-delle-vite.html' title='Il rumore delle vite'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-8872134516926004661</id><published>2010-12-27T16:46:00.003+01:00</published><updated>2010-12-27T23:51:47.594+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>I baffi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi mi sono svegliato coi baffi. Ridevo coi polmoni ancora stanchi dal sonno. Uscendo e passeggiando per il quartiere pensavo ai passanti. Ogni tanto sorridevo da solo. Pensavo di vedere facce divertite o quanto meno sorrisi. Invece niente. Credevano tutti che portassi i baffi sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio ho cominciato la riabilitazione della caviglia A e del polpaccio B. Sono andato ad inciampare con il legno a pochi isolati da casa. Con i baffi. Di sicuro, pensavo, la gente con cui mi trovo a inciampare non è così credulona. Mi si avvicineranno e sorridendo mi faranno qualche battuta in slang, battendo il cinque col pugnetto e via. Così mi appropinquo. Due li ho già visti, uno no. Mi danno il cinque col pugnetto. Sorriso e.. salutino. Niente risate, niente smorfie, niente che mi faccia capire che hanno capito. Ho trovato la cosa talmente strana che ho pure sospettato di non averli più. Ma nel portare le mani alla bocca per scaldarle, sentivo che i baffi c'erano ancora. E allora perché tutti si ostinano a fare finta di nulla? Ho cercato di riflettere fra un inciampo e l'altro, mostrandomi distratto e confuso. Poi una pausetta seduto sul marmo freddo deve avermi raffreddato il cerebro. Tutto s'è fatto più chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'illuminazione: non sono l'unico a portare qualcosa per finta. La contro-prova mi è passata davanti nello stesso istante: una ragazza vestita da manichino portava dei capelli mossi, un po' biondi e un po' scuri. Senza dubbio era una finta: di solito porta di per certo capelli un po' più lunghi e castani. Così mi sono girato verso Pedro. Di sicuro lui normalmente ha la barba. Quello in parte che è appena inciampato di solito di sicuro porta i baffi. Per non parlare del barbuto dall'altra parte della strada: chi vuole fregare? La sua quotidianità è il pizzetto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-8872134516926004661?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/8872134516926004661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=8872134516926004661' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/8872134516926004661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/8872134516926004661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2010/12/i-baffi.html' title='I baffi'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-5978417044178596830</id><published>2010-12-25T12:16:00.001+01:00</published><updated>2010-12-25T12:18:55.382+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Tobillo + pantorrilla</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ale + asse di legno + 4 ruote + un venerdì pomeriggio = caviglia A e polpaccio B fuori uso. Mentre la mia faccia prendeva le forme delle bestemmie, arriva un altro a cui piace crearsi problemi con un asse di legno e quattro ruote. Lui però, Leonardo, se li crea e se li risolve molto meglio di me. Gli faccio la stessa domanda che due giorni prima feci ad un altro inciampatore - molto bravo anche lui: c'è qualche altro posto per inciampare con un legno e delle ruote a Valencia? È pieno, man, mi risponde Leonardo. E mentre mi raccontava di panchine in marmo e altre belle cose, pensavo all'inciampatore di due giorni prima, di cui non ricordo il nome, che mi aveva detto il contrario: di posti dove si può inciampare a Valencia senza che la polizia ti inviti al civile equilibrio c'è solo questo dove stiamo parlando.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così lentamente sto imparando una ad una le linee di forza all'interno della rete degli inciampatori di Valencia. C'è chi un po' ce l'ha con le bmx che rompono il marmo a blocchi enormi, creando incomprensioni con la polizia e la sua immagine qualunquerrima dell'inciampatore -legno, bici o scarpe ruotate che siano. C'è chi la polizia la evita e non vuole essere interrotto nell'inciampare, al costo di costringere i suoi inciampi in un'area creata apposta. C'è chi della polizia non gli interessa e preferisce inciampare in maniera itinerante, seguendo i dislivelli che la città propone e facendosi fedelissimo allievo dell'urbanismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piace molto come la pensano questi ultimi. Le abilità di un inciampatore si sviluppano necessariamente su una precisa composizione urbana. Mi piace pensare che la crescita urbana implica una precisa crescita cittadina su molteplici piani. Nella misura in cui, dopo l'Ancien Régime, allargare determinate strade ha significato impedirne il blocco con barricate in tempi di rivolta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-5978417044178596830?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/5978417044178596830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=5978417044178596830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5978417044178596830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5978417044178596830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2010/12/tobillo-pantorrilla.html' title='Tobillo + pantorrilla'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-736206186943451424</id><published>2010-12-23T17:19:00.002+01:00</published><updated>2010-12-24T01:06:12.111+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Ricomincio dal tè</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magari riprendo a scrivere sul blog. Me lo sono detto spesso negli ultimi giorni. E magari va a finire che lo faccio davvero. E se dovessi farlo, di certo scriverei prima la faccenda delle goccie d'acqua insaponata che dal soffitto dello studio hanno scandito tre giorni di mirabolanti scoperte sul nostro palazzo. No, forse mi piacerebbe di più raccontare le ultime due sere a lume di candela per l'impianto elettrico bagnato. Oppure evito di scrivere i disagi - anche se le candele mi piacevano - e racconto delle ultime settimane qui a Valencia. Il fatto che ancora non sono riuscito a costruire la bici.. no, questo è ancora un disagio. Beh.. la mobilitazione desnatada, i comunicati dei comunicati, il blog ingranaggio, il ceffo in bici. I saharaui! No, allora mi butto sulla lotta, il capitalismo e i legami famigliari. Anzi su pratiche di quartiere, comunismo e anarchia. Oppure sulla violenza e il 14 dicembre a Roma. Uff.. troppo. Una buona idea magari sarebbe chiarire certe cose che non sono riuscito ad esprimere per estemporaneità: la musica nelle manifestazioni e la rivolta come scelta, possibilità; l'invenzione di saperi medici e l'analfabetismo di ritorno. A volte certi temi dovrebbero essere percorsi con più pigrizia, soprattutto quando vengono ad incontrarsi dizionari differenti. Forse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nessuna eclissi nel bicchiere del termos. Si continua a camminare e sorseggiare fino a guardare il cielo. Un litro di volte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-736206186943451424?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/736206186943451424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=736206186943451424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/736206186943451424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/736206186943451424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2010/12/ricomincio-dal-te.html' title='Ricomincio dal tè'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-5155935172889578925</id><published>2010-06-23T11:33:00.003+02:00</published><updated>2011-04-20T11:34:41.461+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inoltrato'/><title type='text'>Un ritardo del 1771</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://pagina3dici.blogspot.com/2010/06/un-ritardo-del-1771.html"&gt;Pubblicato su Pagina/13.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In quelle settimane i polmoni della valle erano colmi di profumi, soprattutto dell'amarognolo del gelso, mangiucchiato dai bachi da seta. Ogni volta che scendevo da Ponte Zanano fino in città, più che delle miglia a piedi mi meravigliavo delle distanze olfattive. Già verso Mompiano si percepiva un'aria più calda e vissuta. Odori di carri e stracci circondavano il grande ospedale fino ad immergersi in via S.Faustino con nitidi profumi di carni dolcemente intrecciati con quelli del pane fresco. Entrare poi in piazza Grande tra la Loggia e i casotti di mercanti mi immergeva in un'atmosfera che in nessun altro posto ho più ritrovato. A volte - quando non ero in ritardo – mi fermavo ai banchi di bozzoli dove, lievemente speziato dalla vita cittadina,ritrovavo l'odore del gelso consumato. Quella mattina mi ero forse lasciato troppo alle mie derive &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ed ero ancora sotto la Loggia quando i Matti delle ore battevano le otto. Il suono mi spalancò gli occhi, caricandomi le gambe di terrore. Fino a quel giorno avevo avuto la fortuna di limitarmi a vedere cosa succedeva ai ritardatari, senza mai provarlo di persona. Mentre correvo pensavo a cosa fosse stato meglio: tornare a casa e presentarmi con una scusa ben studiata il giorno dopo o arrivare in ritardo e accettare tutto ciò che questo comportava. Intanto le spallate alla gente provocavano zampilli di bestemmie; fortunatamente strada Nuova era vuota e in piazza del Duomo Nuovo c'erano solo i soliti sbirri. Alla fine decisi di presentarmi in ritardo. Giunto ormai di fronte alla porta bussai piano, cercando di non sconvolgere la concentrazione.«Avanti!». Entrai con la testa china. Il fiatone e la faccia gonfia dalla corsa mi impedivano di esprimere attraverso il viso la desolazione. «La stavamo aspettando. Forza, si sieda». Di tutte le giustifiche che avevo pensato non mi uscì neanche una sillaba. Riuscii ad intravedere persino un mezzo sorriso. Incredibile. Non capivo. Il professore proseguì subito da dove l'avevo interrotto e per tutta la lezione non fece ne occhiate ne frecciatine.A fine lezione il Marchetti mi chiese di rimanere qualche minuto.Improvvisamente mi tornarono dei brividi sulle gambe. «Senti,Gioacchino: il ritardo di oggi non può di certo passare inosservato.Domani entrerai nella Loggia, nella sala al primo piano dove tengono custodito il modello in legno del Turbini. Una volta lì prenderai qualche appunto e per venerdì voglio avere il progetto su carta. Siamo d'accordo?». Annuii abbattuto giusto per dare al castigo ciò che necessita, ma una volta fuori mi esplose un sorriso enorme e il ritorno a casa fu privo di odori.Il sole era ancora dietro la Maddalena quando mi accinsi ad entrare nella Loggia. Mi trattenni un'oretta prima di rimettere tutto in borsa ed avviarmi al meritato caffè dell'osteria ai Matti. «..ma som 're a dài nömer? Che sta l'è la me baraca: me da che ma sa möe gnà mort!». Beppe era incendiato; cercai di capire e intanto ordinai il mio caffè.«Figüret se me go de serà sö per lurle che i se liàt sö en cö con le talamore en del servel! “Decoro”? Ma decoro de chi?». «Beppe ma cosa è successo?» cinguetto timidamente. «Per decoro ed eleganza maggiore della piazza Grande – legge da un foglio – ornamento principalissimo di questa città, vien deciso di interrompere gli sconcerti e le indecenze. De chi po, me capese mìa.. Per questo vien fatto ordine di chiudere tutte le osterie riguardanti la piazza, atte soltanto al ricovero di gente rustica, vile e forse ancor più delle volte inonesta. Te dim se chesta l'è mìa na manega de 'nseminich! ..che ulìet chi te? El cafè?» «Si, senza zucchero, grazie» «Ffff, e te come ala col Marchetti?» «Bene! Oggi devo copiare il progetto del Turbini!» «Chii? - tuona un omino seduto infondo – Cosa devi copiare scusa?» «Il modello in legno del Turbini,custodito nella sala della Loggia - annuisce – ecco, devo copiarlo per venerdì. Una specie di compito a casa». «Ah ah! Il Marchetti sta passando davvero ogni limite!». «Non capisco». «Con questa storia della Loggia stanno andando avanti da anni lui e il Turbini! Ormai è il tormentone del lombardo-veneto! Entrambi hanno presentato i progetti per il tetto del palazzo, ma l'amministrazione non si decide e a quanto pare preferisce far chiudere osterie per decoro! Il modello in legno l'hanno chiesto quelli dell'amministrazione per capire meglio quale accettare,ma sembra che il Turbini, con qualche giro strano, se lo sia fatto pagare con soldi pubblici, el fürbo. Così dicono che abbia fatto un modello di gran lunga migliore del progetto su carta, stracciando così quello del Marchetti. Probabilmente questi ti avrà fatto passare un'azione di spionaggio come un bel compitino a casa..». Rimasi in silenzio. I bicchieri che venivano risistemati erano l'unico suono all'interno dell'osteria. Pagai e tornai verso casa con qualche odore in più sotto il naso e un'idea diversa di ritardo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-5155935172889578925?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/5155935172889578925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=5155935172889578925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5155935172889578925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/5155935172889578925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2010/06/un-ritardo-del-1771.html' title='Un ritardo del 1771'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-6687963741209429955</id><published>2008-11-09T22:05:00.003+01:00</published><updated>2010-12-23T13:19:55.786+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'></title><content type='html'>[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io non posso venire perché devo lavorare! porto bambini disabili a cavallo il venerdì pomeriggio!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No, non credo proprio di farcela. Ho tanto da studiare e non ce la farei a venire. Insomma, ho una laurea in ballo io!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Proprio quel giorno torna la mia ragazza dalla Franci. Se le chiedo sta cosa dopo il viaggio che ha fatto mi ammazza!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mi dispiace chiedere un altro giorno al mio capo.. poi c'è un collega che non sta bene, quindi è meglio che vada."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ho la bici. Dove andate la sera? Malacarne? Semmai vi raggiungo lì."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No, sei matto! Io muoio dopo due pedalate! No no. Poi la sera lavoro.. mica poso andare in condizioni comatose! (ah ah)"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I can't, cause my friend from Poland arrived to Verona and we have another plan for tomorrow."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-6687963741209429955?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/6687963741209429955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=6687963741209429955' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/6687963741209429955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/6687963741209429955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/11/blog-post.html' title=''/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-4040980216243946716</id><published>2008-09-27T00:36:00.004+02:00</published><updated>2010-12-23T13:20:27.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Trascinare il contenuto</title><content type='html'>In queste continue modulazioni vocali, la bocca che si dà forma e segue precisi movimenti che la sua natura non riconosce. E allora è nel parlare che la bocca è deterritorializzata ed in questa deterritorializzazione scatta il movimento riterritorializzante del Senso. Il Senso alla parola: contenuto all'espressione.&lt;br /&gt;Quale interesse allora nel ricercare l'espressione; nell'ingegnare costruzioni lessicali che - gridiamolo con rabbia una volta per tutte - non fanno altro che forzare arrotondamenti e modificazioni di contenuto?&lt;br /&gt;Lasciare che l'espressione trascini il contenuto: non la ricerca di un'aristocratica lingua maggiore, ma un fluido utilizzo di tensori, di lingue minori o di un utilizzo minore di lingue maggiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-4040980216243946716?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/4040980216243946716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=4040980216243946716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4040980216243946716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4040980216243946716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/09/trascinare-il-contenuto.html' title='Trascinare il contenuto'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' 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se&lt;/span&gt;op puer rees sem pel leic e em mee en nete ef feaco ceer reo.&lt;br /&gt;Preem meere l'indice sull'immagien nee.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://groups.google.it/group/facocero"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-7929213233045779598?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/7929213233045779598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=7929213233045779598' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/7929213233045779598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/7929213233045779598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/07/il-facocero.html' title='Phacochoerus'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/SM-qtBr2VCI/AAAAAAAAAFU/EEnEarIySHU/s72-c/malghesetto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-1360714848633827759</id><published>2008-07-17T18:57:00.008+02:00</published><updated>2010-12-23T13:19:55.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Nodo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_tEhs2ayG5qo/SIJnt3neIsI/AAAAAAAAAFE/KkE_7iD3a7g/s1600-h/riflessi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_tEhs2ayG5qo/SIJnt3neIsI/AAAAAAAAAFE/KkE_7iD3a7g/s320/riflessi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224852555424473794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che rimane di qualche minuto al buio con un aggeggio fotografico e un pezzo di carta scritto. Forme differenti che si sovrappongono, si toccano, rimangono a distanza e si legano.&lt;br /&gt;Ciò che rimane di qualche minuto al buio con un aggeggio fotografico e un pezzo di carta scritto. Un foglio macchiato dalla città di spezie che affascina il davanzale. Gioco di trasparenze tra livelli di colori e forme tendenti a definire un ricordo, o almeno la sua immagine.&lt;br /&gt;Ciò che rimane di qualche minuto al buio con un aggeggio fotografico e un pezzo di carta scritto. Proiezione di accumuli, sovrapposizioni. Ricordi di recenti vissuti. Corpo che si ricorda, volge l'occhio alla pelle carica di nodi alla gola.&lt;br /&gt;Ciò che rimane. Senza aggieggio fotografico. Con pezzi di carta sparsi qua e là. Scritti. Macchiati.&lt;br /&gt;E la pelle. Con tutto quello che pesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-1360714848633827759?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/1360714848633827759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=1360714848633827759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1360714848633827759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1360714848633827759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/07/nodo.html' title='Nodo'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tEhs2ayG5qo/SIJnt3neIsI/AAAAAAAAAFE/KkE_7iD3a7g/s72-c/riflessi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-1177116700286720632</id><published>2008-04-01T01:51:00.007+02:00</published><updated>2010-12-23T13:20:38.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>L'accidente come cura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R_GEs5jlaHI/AAAAAAAAADs/cg30z1rklJo/s1600-h/HPIM2489.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R_GEs5jlaHI/AAAAAAAAADs/cg30z1rklJo/s320/HPIM2489.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184070552979335282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Viaggiare? riempire un punto di domanda."&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;M.T.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;L'improvvisazione di un viaggio, in ogni suo istante, riempie punti di domanda e accumula un sapere su se stessi. Con forza disarmante la ventura ti piega alla pura necessità della situazione e si nutre della tua impreparazione. Ma più che del suo digiuno, la propria realizzazione sta nel saziarsi della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sua&lt;/span&gt; impreparazione. Quel sorriso che dal petto fermanta dopo essersi risolti, dopo aver dimostrato un'imprevedibilità maggiore a quella che la situazione ha messo in gioco, è il chiaro sintomo di un conoscersi meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nel contempo viaggiare è creare punti di domanda. Mettere involontariamente in dubbio ciò che si crede alla luce che le realtà riflettono. Sembra un allontanamento dai capisaldi delle proprie idee. Un distanziarsi dal complicato reticolo opinionistico figlio della staticità e del turismo, creando vacillanti punti di domanda che come non mai fanno respirare i neuroni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-1177116700286720632?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/1177116700286720632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=1177116700286720632' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1177116700286720632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1177116700286720632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/04/viaggiare-riempire-un-punto-di-domanda.html' title='L&apos;accidente come cura'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R_GEs5jlaHI/AAAAAAAAADs/cg30z1rklJo/s72-c/HPIM2489.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-1937502763012606244</id><published>2008-03-08T15:44:00.004+01:00</published><updated>2010-12-23T13:20:34.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Capro</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-69319325867ca39f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v4.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D69319325867ca39f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1333364992%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42DBAE78CC3E519EA2EF6C5860DD73D8640F048C.62B8D9FB0743C5CE68748657F8C6E26C9A0B1A8A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D69319325867ca39f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnskbxXyfsxEavN6tEW52zkKghyk&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v4.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D69319325867ca39f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1333364992%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42DBAE78CC3E519EA2EF6C5860DD73D8640F048C.62B8D9FB0743C5CE68748657F8C6E26C9A0B1A8A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D69319325867ca39f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnskbxXyfsxEavN6tEW52zkKghyk&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Vi presento Capro, un calabrese che ultimamente bazzica in campania. Lo incontrai 2 anni orsono, quasi alla fine di un mio viaggio in bicicletta, in mezzo ad un tornante e da quel momento, da quel profondo sguardo reciproco, entrambi capimmo che tra noi ci sarebbe stato qualcosa. Un legame viscerale, intenso e passionale si saldò tra i nostri tessuti, perdurando fino a questi giorni.&lt;br /&gt;Purtroppo ho scoperto che da poco tempo a questa parte &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=kB_tadu3b7I"&gt;molti compagni&lt;/a&gt; di Capro si sono lasciati morire in modo un po' strano: chi aveva le zampe morte; chi il muso contorto; chi il corpo deforme. E Capro è incazzato nero!! Non ci vede più dalla rabbia!! Ho provato a calmarlo, raccontandogli di discariche, camorra, ecc. ma non ne ha voluto sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, caro Capro.. non prendertela: gli affari sono affari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-1937502763012606244?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=69319325867ca39f&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/1937502763012606244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=1937502763012606244' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1937502763012606244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/1937502763012606244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/03/vi-presento-capro-un-calabrese-che.html' title='Capro'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-9160337203748526038</id><published>2008-03-08T03:08:00.005+01:00</published><updated>2010-12-23T13:20:34.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Lavoretto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R9JNHwm1zII/AAAAAAAAADk/kxnLX-8Ligo/s1600-h/HL_T4_mimosa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R9JNHwm1zII/AAAAAAAAADk/kxnLX-8Ligo/s400/HL_T4_mimosa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175283717504355458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno bambini! Oggi è l'8 marzo, festa della donna.. avete fatto gli auguri alla mamma? Questa mattina faremo un bel lavoretto: disegnamo la sagoma femminile su un foglio bianco, con i capelli lunghi e lisci, un vestito a fiorellini e un paio di scarpette in tinta. Uhm.. manca ancora qualcosa.. facciamoci aiutare dal &lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/"&gt;report dell'istat del 21 febbraio 2007 sulla violenza e sui maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner).&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Wow! Questo si che è uno spunto per continuare il nostro lavoretto! Allora aggiungiamo 2 o 3 bei lividi sul viso, scompigliamoli un po' i capelli e la bocca lasciamogliela chiusa. Uff.. però non è ancora donna.. manca qualcosa.. non so.. forse ci aiuterebbe leggere la &lt;a href="http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l194_78.html"&gt;legge del 22 maggio 1978 n. 194&lt;/a&gt;, dove quella che voleva essere una "norma per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" è finita per essere un groviglio di compromessi nei quali la donna, anziché discutere, viene discussa. Maccerto! Allora possiamo dare il tocco finale al nostro bellissimo disegno:  le leghiamo i piedi con una bella fune e le mani glie le facciamo tenere dietro la schiena. Saranno legate anche quelle, ma nel disegno non si vede! E infine gli occhi li facciamo che guardano in basso, se no ha troppa personalità; è una donna: è solo un insieme di stereotipi! o no?!&lt;br /&gt;Ora il nostro bel lavoretto è pronto per essere regalato! Non dimenticate di scrivere gli auguri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: chi non ha tempo per il lavoretto, può tranquillamente regalare un rametto di mimosa (vedi foto).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-9160337203748526038?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/9160337203748526038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=9160337203748526038' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/9160337203748526038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/9160337203748526038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/03/lavoretto.html' title='Lavoretto'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R9JNHwm1zII/AAAAAAAAADk/kxnLX-8Ligo/s72-c/HL_T4_mimosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-8444369929886463428</id><published>2008-02-22T17:29:00.016+01:00</published><updated>2010-12-26T12:28:51.365+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Piacere, Luisa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R7774qTLltI/AAAAAAAAADY/2huwZ4fvxAE/s1600-h/HPIM4055.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="291" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169846373113894610" src="http://2.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R7774qTLltI/AAAAAAAAADY/2huwZ4fvxAE/s400/HPIM4055.JPG" style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dedicare un post a Luisa è un dovere e un piacere. La foto la ritrae in una solare mattina d'agosto, a pochi chilometri a Nord di Ubrique, Espana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualunque, chiunque e chicchessia non può negare l'oceanica distanza che separa Luisa da una qualsivoglia city o citybike che dir si voglia. Abbiamo viaggiato insieme per quasi quattromila chilometri, scoprendoci a vicenda nella nostra intimità; mi ha pure confessato che se dovessi darle un bacio si tramuterebbe in principessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di certo lo farò, ma non a breve; c'è ancora tanto da condividere prima di ridurre la vita ad una fiaba.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-8444369929886463428?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/8444369929886463428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=8444369929886463428' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/8444369929886463428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/8444369929886463428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/02/piacere-luisa.html' title='Piacere, Luisa'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R7774qTLltI/AAAAAAAAADY/2huwZ4fvxAE/s72-c/HPIM4055.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-6294615429325754798</id><published>2008-02-19T13:39:00.007+01:00</published><updated>2010-12-23T13:20:38.523+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Il tempo di suonare</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param value="http://youtube.com/v/PC22Lcxumgk" name="movie"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://youtube.com/v/PC22Lcxumgk" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;Radiohead - Reckoner (Scotch Mist Version)&lt;br /&gt;Esprimersi attraverso qualcosa che non sia la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sinteticità &lt;/span&gt;del linguaggio. Qualcosa che non riduca il sentire a forme riassuntive; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che non disperda istanti&lt;/span&gt;; che non semplifichi.&lt;br /&gt;Suonare rimanda all'importanza dell'istante: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ha bisogno del suo tempo&lt;/span&gt;; non si lascia condensare in sunti. E se questo vale per chi suona, è necessario che valga anche per chi ascolta.&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;Il momento in salaprove è quello più veritiero con se stessi.&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-6294615429325754798?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/6294615429325754798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=6294615429325754798' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/6294615429325754798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/6294615429325754798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/02/radiohead-reckoner-scotch-mist-version.html' title='Il tempo di suonare'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6461900403494948986.post-4730770447303174831</id><published>2008-02-17T01:45:00.005+01:00</published><updated>2010-12-23T13:20:21.792+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pagine ingiallite'/><title type='text'>Il Breuismo de l'Appartamento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R74VwaTLlsI/AAAAAAAAAC8/DpzNJsNhkkI/s1600-h/amelie+bassa+risoluzione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R74VwaTLlsI/AAAAAAAAAC8/DpzNJsNhkkI/s400/amelie+bassa+risoluzione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169593343705585346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'Alessancho è parte di un complicato sistema volemosebbenecratico chiamato l'Appartamento.&lt;br /&gt;La politica di questo tutt'altro che utopico sistema è retta dal Vannismo, un pensiero filosofico nato nei primi anni del XXI secolo. Particolarità del Vannismo è l'innovativo metodo di costruzione linguistica, basato sull'utilizzo di soli articoli e sostantivi: l'ambiguità di frasi senza predicati verbali permette la libera interpretazione dei dialoghi e la conseguente improbabilità di litigi.&lt;br /&gt;Ma passiamo alla parte interessante: il Breuismo. Il Breuismo è la religione ufficiale de l'Appartamento; una pratica monoteista credente in Amelie (foto), un piccolo essere che rivela periodicamente il logos - che dalla nascita ospita dentro di sè - in complicate modulazioni del "Brreu". Curiosi sono i riti sacrificali: Amelie si rivela - rivela il logos - già dal solo accenno al rito del sacrificio - che sovente consiste in offerte di polli, manzi e salmoni, contenuti spesso anche in comode crocchette. Nonostante ciò, nessun breuista s'è mai chiesto se vale veramente la pena consumare un numero così alto di sacrifici se il fine lo si raggiunge al solo accennarli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6461900403494948986-4730770447303174831?l=ilsoleinunascatola.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/feeds/4730770447303174831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6461900403494948986&amp;postID=4730770447303174831' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4730770447303174831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6461900403494948986/posts/default/4730770447303174831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilsoleinunascatola.blogspot.com/2008/02/ciao-alssia.html' title='Il Breuismo de l&apos;Appartamento'/><author><name>ale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08618996702833290063</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='23' src='http://1.bp.blogspot.com/-_yD8Oj06R1U/TbGsnhKD5TI/AAAAAAAAAOE/n1Lkklq_5_M/s220/pecch%25C3%25A9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tEhs2ayG5qo/R74VwaTLlsI/AAAAAAAAAC8/DpzNJsNhkkI/s72-c/amelie+bassa+risoluzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
